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lunedì 4 aprile 2016

R.P. M.L. Guérard des Lauriers : “Le Messe tradizionali, celebrate con menzione di Giovanni Paolo II nel corso del Te igitur”.

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« […] Sodalitium: Cosa ne pensate delle Messe tradizionali celebrate da dei sacerdoti che, pur essendo critici nei riguardi di Roma, sostengono che Giovanni Paolo II è veramente Papa e lo nominano nel Te igitur, nel corso del Canone della Messa?

giovedì 18 febbraio 2016

Abbé Bernard Lucien: «Permanenza materiale della gerarchia»

Nota: Si riporta in traduzione il capitolo X del volume dell'allora Abbé Lucien La situation actuelle de l'autorité dans l'Église. La Thése de Cassiciacum, 1985, pp. 97-103.

sabato 13 febbraio 2016

R.P. M.L. Guérard des Lauriers : “Monsignore, non vogliamo questa pace” [ritradotta]

La recente (e credo finora unica) traduzione della Lettera, qua e pubblicata in rete, e che a sua volta sembra si riferisca ad un’altra traduzione inglese, obbligava che qualcuno provasse a tentarne di nuovo una versione dal testo originale francese, tutt’ora facilmente – e autorevolmente – reperibile on-line [*].

Sia consentito dire che migliorare un poco dalla precedente non richiedeva granché; così, se della presente traduzione potrà dirsi tutto meno che sia impeccabile, non potrà negarsi l’intenzione di voler essere stata almeno aderente al testo.

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[*] http://www.sodalitium.eu/index.php?pid=78

R.P. M.L. Guérard des Lauriers, o.p. : «Sulla nozione d’infallibilità»

Nella nota nr. 3 dell’articolo dedicato da Don Belmont alla “teologia” di Mons. Williamson, si rinviava a un testo del R.P. Guérard des Lauriers dedicato alla nozione di infallibilità magisteriale, qui ora tradotto e postato per completezza di riferimenti.
Dall’Enciclopedia Cattolica: «foro; foro interno; foro esterno».

Si riporta di seguito il testo della voce “Foro” contenuto nell’Enciclopedia Cattolica (1950), nel quale viene tracciata schematicamente la differenza tra le nozioni di foro interno e foro esterno, e delle loro relazioni reciproche. Gioverà porselo davanti quando si dovrà verificare il significato di quei termini, (non troppo) spesso chiamati in causa nelle argomentazioni addotte, a favore o a sfavore, della validità e legittimità dell’esercizio e del ricorso sacramentale, in questi anni di crisi nella Chiesa.
Abbé Belmont : «La giurisdizione in tempo di crisi»

Nota: Di seguito la traduzione di un articolo di Don Hervé, utile per orientarsi nella questione della validità/liceità delle Confessioni amministrate oggi dai sacerdoti privi di giurisdizione.

Ancora ultimamente un sacerdote della fsspx, don Mauro Tranquillo, è intervenuto nel merito ripetendo le stesse e discutibili argomentazioni da sempre correnti nella fsspx: argomentando cioè a favore di una “giurisdizione di supplenza” che però - come ben dice l’Autore più sotto - in realtà non esiste né è mai esistita nella Chiesa, essendo cosa ben diversa dalla supplenza di giurisdizione di cui qui si discute. 

Sempre a tali argomentazioni ha, tra l'altro, di nuovo brevemente ribattuto anche Don Francesco Ricossa (richiamando, oltre che i principi, la posizione di Don Tranquillo) nel convegno di Milano del 2014 dedicato alla Tesi di Cassiciacum (cfr. trascrizione, obiezione n. 7, in cui viene addotta una citazione assai esplicativa dalla Summa theologiae moralis, 1935, del B. H. Merkelbach o.p.).

Le note al testo, come la breve introduzione di sotto, sono dello stesso Belmont.
«La Tesi di Cassiciacum ieri e oggi. La Chiesa ai tempi di Jorge Mario Bergoglio»

Parte II
(obiezioni e risposte, dalla n. 6 alla n. 10)


Nota : Il testo seguente consiste nella seconda parte della trascrizione (da registrazione personale) degli interventi estemporanei di risposta di Don Francesco Ricossa nella 2° parte del XIII convegno di Studi Albertariani (Milano 15 Novembre 2014). (Qui la prima parte).
«La Tesi di Cassiciacum ieri e oggi. La Chiesa ai tempi di Jorge Mario Bergoglio»

Parte I
(obiezioni e risposte, dalla n. 1 alla n.  5)

Nota : Il testo seguente consiste nella prima parte della trascrizione (da registrazione personale) degli interventi estemporanei di risposta di Don Francesco Ricossa nella 2° parte del XIII convegno di Studi Albertariani (Milano 15 Novembre 2014): si comprenderà quindi perché venga mantenuto lo stile tipico del parlato. Si è cercato di ovviare per lo più solo alle inevitabili ripetizioni e, sporadiche, lacune sintattiche. (Qui la seconda parte).

«Tesi di Cassiciacum e crisi nella Chiesa»

Parte II

Nota : Il testo è la trascrizione della seconda parte della video-intervista rilasciata da Don Francesco Ricossa nel 2007. (Qui la prima parte).
«Tesi di Cassiciacum e crisi nella Chiesa»

Parte I

Nota : Il testo è la prima parte della trascrizione della video-intervista rilasciata da Don Francesco Ricossa nel 2007 (che ho solo cercato di sistemare per rendere più fruibile alla lettura). Ovviamente l’intervista non sostituisce i contributi più organici rilasciati da Don Ricossa nella rivista Sodalitium o quelli editi dallo stesso Centro Librario, ma datane l’immediatezza e linearità, potrebbe benissimo rappresentare per chiunque una esaustiva prima introduzione alla questione. (Qui la seconda parte).
Abbé Belmont : «Frattura nella fraternità San Pio X : se non è zuppa è pan bagnato»

Quali alternative sono possibili oggi per i cattolici, specialmente alla luce delle recenti concessioni fatte da Francesco I alla fsspx (vedi qui e qui), per continuare a resistere nella Fede? Non altre di quelle disponibili, si direbbe. Certamente non rappresentano un’alternativa reale – se mai a qualcuno fosse venuto in mente – quanti oramai un annetto fa (15 Luglio 2014) dopo essersi separati dalla fsspx hanno fondato l’Unione “Marcel Lefebvre”, per il semplice motivo che di nuovo fanno propria la stessa ed identica dottrina fallibilista. A tale puntualizzazione risulterà utile il seguente o meglio i seguenti interventi di don Hervé.
Le confessioni amministrate da un sacerdote validamente ordinato sono sempre valide?

«Poiché la natura e l’indole del giudizio richiede che la sentenza venga pronunziata soltanto nei confronti di coloro che sono soggetti, la chiesa di Dio ha sempre espresso la convinzione, che questo sinodo conferma essere verissima, che non deve avere nessun valore l’assoluzione che il sacerdote pronuncia in favore di una persona sulla quale non abbia una giurisdizione ordinaria o delegata.

[…]

Tuttavia, perché nessuno a causa di ciò debba perire, la chiesa di Dio con somma clemenza ha sempre curato che nessuna riserva abbia valore in punto di morte e quindi tutti i sacerdoti possono assolvere qualsiasi penitente da qualsiasi peccato e da qualsiasi censura. Ma poiché, al di fuori di questo caso, i sacerdoti non hanno alcun potere nei casi riservati, dovranno impegnarsi a persuadere i penitenti di quest’unica cosa: che per la grazia dell’assoluzione si presentino ai superiori e legittimi giudici. [*]»

(Concilio di Trento, Dottrina sul sacramento della penitenza, cap. 7, Denz. 903 [1686-88]).
Abbé Belmont : «La santa Eucaristia e il nuovo giansenismo»

Il testo che segue accompagna il precedente ed è il secondo, relativo alla medesima nota con cui l’Abbé Belmont ha inteso supportare il richiamo al senso della corrispondenza che lega tra loro «Infallibilità del Magistero (compreso quindi tanto quello “Straordinario” che quello “Ordinario e Universale”)» e «conformità alla Tradizione». Con ciò la questione è da Don Hervé inquadrata analogicamente dal punto di vista latamente sacramentario : cioè che, di nuovo, è sempre Dio, tramite la Chiesa, la fonte di ogni grazia, tanto di quella sacramentaria in senso stretto che di quella che rende possibile la testimonianza della verità, cioè la professione di fede. Nel caso della S. Comunione è il sacramento che produce l’idoneità (previa la debita disponibilità del comunicante), nel caso del Magistero è l’isegnamento infallibile che produce la conformità alla Tradizione (previa la debita disponibilità del professante). La qualità ed esigenza sovrannaturale dell’atto di fede che sostiene la comunicazione e la professione è il medesimo.

martedì 9 febbraio 2016

Abbé Belmont : «L’errore sull’infallibilità è rovina della fede»

Nell’articolo più sotto già riportato in traduzione, nel quale l’Abbé Belmont dà brevemente conto delle “défaillances” teologiche in cui abitualmente incorre mons. Williamson (& Company), una nota esplicativa rinvia ad un testo tratto dal forum francese « Le forum catholique », lì redato estemporaneamente da un non meglio precisato John Daly. Il testo in oggetto si vede è particolarmete piaciuto a Don Hervé, se lo ha ritenuto esplicativo di una sua affermazione riguardo la devastante pretesa fatta propria da certuni, e tanto nociva della fede, di «fare della conformità alla Tradizione una condizione dell’infallibilità del Magistero, quand’essa ne è la conseguenza» – ci si riferisce ovviamente a quelli che promuovono ancora ai nostri giorni la rediviva posizione teologico-ecclesiale del cosiddetto “clero gallicano”. La riporto in traduzione, per amore di completezza.
Cattolicesimo militante e cripto-conciliaristi “à la page”

Ancora a distanza di anni, il “Breve esame critico del N.O.M.” rimane per tutti i cattolici una sorta di carta topografica orientativa fondamentale, sulla quale essi conducono la propria battaglia per la salvaguardia della Messa Romana. Sarà senz’altro noto chi ne fu l’estensore, cioè il P. Guérard des Lauriers. Ebbene, pur con tutto il rispetto che si possa tributare a Mons. Gherardini, mi chiedo quale contributo abbia dato costui alla causa della Messa Romana, il quale, pur non avendo avuto mai da eccepire sulla validità e legittimità del N.O.M., viene preso oggi addirittura come una fonte di ispirazione e guida dalle oramai sparute milizie “tradizionaliste” (FSSPX in testa, don Nitoglia, il “popolo del Summorum“, etc.).

La fine di un equivoco: riflessioni sulla “Fraternità San Pio X” o “Fraternità degli Apostoli di Gesù e di Maria”

http://www.sodalitium.biz/index.php?pid=15

« Il 1 settembre 2015, in una lettera indirizzata al ‘Presidente del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione’ Mons. Rino Fisichella, l’attuale occupante della Sede Apostolica, Jorge M. Bergoglio, ha dichiarato che, durante ‘l’Anno Santo della Misericordia’, a partire quindi dall’8 dicembre, 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II, i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per sua disposizione, avranno i poteri per confessare tutti i fedeli che ricorreranno al loro ministero, in modo tale che le assoluzioni sacramentali da loro impartite saranno valide e lecite.
Censure gratificanti_2. Quelle di “Chiesa e post-concilio”.

Durante una discussione avvenuta tra il sottoscritto e il gestore del forum “Chiesa e post-concilio” (“mic”)[*] il mio ultimo post di risposta fu censurato. Il tema in questione è quello, ovviamente, dell’infallibilità papale, e dell’indebita attribuzione, conferita di preferenza da altri, a soggetti che non possono in realtà vantare alcun titolo di autorità pubblica in materia di fede davanti alla Chiesa.

Censure gratificanti_1 Quelle di “Chiesa e post-concilio”.


Nel Blog di “Chiesa e postconcilio” tentai tempo fa di postare un breve intervento (*) riguardante la mie personali riserve nei confronti della posizione sostenuta dalla FSSPX, le quali, tenevo a precisare, non sono affatto dettate da risentimento, perché da questo punto di vista non avrei ragioni da opporre. L’intervento è però stato censurato. La motivazione portata del gestore è che non intendeva mettere in discussione la FSSPX e che le critiche da me addotte lo avrebbero indotto ad approfondimenti per i quali attualmente non aveva disponibilità (non si capisce bene “disponibilità” di che, a dire il vero). Sia pure ammesso! Ma non poteva darsi che altri potessero invece averla quella disponibilità e magari anche voglia di condividere in merito qualche sentita argomentazione? L’intervento è il seguente.

lunedì 8 febbraio 2016

Abbé Belmont : «Impresa Mons. Williamson, ogni genere di demolizione»

Altra traduzione di un articolo, di non troppo tempo fa, tratto dal blog personale dell’Abbé Belmont e dedicato alla “teologia” di mons. Richard Williamson. Don Hervé possiede lo stile cristallino dei cultori della Verità, da autentico innamorato di Cristo. Leggere i suoi contributi in un’epoca drammatica e desolante come la nostra è per il sottoscritto un’autentica fonte di discernimento e consolazione. (Le note al testo, qui quanto mai esplicative, sono dello stesso Don Hervé).

Prudenza gallicana (*)

Si dice che la posizione teologico-ecclesiale della FSSPX abbia il merito di mantere la necessaria prudenza, riguardo il giudizio da esprimere nei confronti delle cause dell’attuale crisi che investe la Chiesa. Da oramai cinquant’anni a questa parte (a datare dalla promulgazione del “Concilio Vaticano II”, ma già dall’elezione di Angelo Giuseppe Roncalli) le responsabilità sarebbero da cercare nella cattiva amministrazione delle cose della Chiesa, fatta da dei “cattivi Papi”.

Non ci si fa cattolici a modo proprio!

L’idea che oggi per credere bisogni far da sé, è davvero una cattiva riuscita di un’intenzione che, altrimenti, potrebbe anche essere buona. La fede cattolica non è cosa che si fa per conto proprio, ma che nasce per grazia dall’ascolto della Parola di Dio, scritta e parlata. Si fa un gran dire, tra quei che sembrano divenuti disperatissimi nostalgici degli splendori della Chiesa di un tempo, che in tempi di crisi (anche terribile come l’attuale) occore seguire la Tradizione immutabile della Chiesa. A tutta prima si direbbe ben detto. Ma cosa è la Tradizione della Chiesa Cattolica? Soprattuto, dove si troverebbe così da essere compulsata al bisogno? Esiste un libro che contenga la Tradizione?

Abbé Hervé Belmont : «Sono sedevacantista?»

Segue in traduzione un breve articolo dell’Abbé Belmont tratto dal suo blog. Il testo può essere idealmente diviso in due parti. La prima troverebbe concordi molti, la seconda molti meno, compreso il sottoscritto. Ma tant’è, che nella sostanza difficoltà vere (di cui do conto nelle note) quasi non ce ne sarebbero.